F2, nuova chiavetta USB in legno antico!



Questa e’ F2, la seconda chiavetta che realizzo utilizzando i frammenti della finestra distrutta, recuperata dai ruderi della antica stazione ferroviaria di Palazzolo Acreide (vedi post precedenti).

E’ anch’essa una chiave da 16GB, l’hardware proviene da una Corsair Flash Voyager GT (velocissima!)…

Sono partito come sempre dal legno grezzo; avevo dapprima l’intenzione di farla come la precedente F1, quindi dipinta con trasparente naturale, poi durante la lavorazione ho pensato a quel vecchio sgabello che ho in casa al piano di sopra.

E’ uno sgabello di legno che ho trovato anni fa sulla spiaggia a Catania. Me lo sono portato a casa perche’ di costruzione molto robusta, fatto con tanti legni diversi tra loro; sembrava qualcosa fatto con legname recuperato! Il mare, le intemperie, la sabbia ed il vento lo hanno come levigato, schiarendolo, lasciando tracce di verniciatura originale, un effetto molto bello a vedersi.

Ho cosi’ pensato di fare questa chiavetta in modo da ottenere questo tipo di effetto!

Cosi’ ho iniziato con un fondo turapori naturale (ricetta “giapponese” a base di farina di riso ed altri componenti naturali che non posso svelare 😉

 

Successivamente ho carteggiato ad acqua, poi verniciato con vernice naturale e smerigliata ad acqua, ripetendo un paio di volte questo passaggio.

Le tracce di ocra rossa sono realizzate con un po’ dell’ocra originale, raschiata via dal legno grezzo della finestra, e disciolte in trementina.

Il risultato finale, dopo una successiva carteggiatura, mi piace moltissimo: come si vede sulla prima foto, si notano alcune zone lucide, altre opache, e qua e la’ ci sono resti del colore ocra. Esattamente come immaginavo, ora sembra un legno “vissuto” dal tempo!

Su questa chiavetta, il marchio della formica e’ stato realizzato… a fuoco! Al suo interno si sono fissate delle tracce di ocra rossa, il risultato e’ davvero bello.

Un’altro esperimento che mi ha dato soddisfazione! 🙂

Alcuni dettagli: lavorazione interamente manuale; legno antico dello scorso secolo, proveniente dai rottami di una finestra della vecchia stazione ferroviaria di Palazzolo Acreide (vedere un mio post precedente); verniciatura con vernice naturale autoprodotta a base di essenza di trementina (distillata da resina di pino, prodotta artigianalmente!); turapori realizzato con ricetta “segreta” a base di farina di riso ed altri componenti naturali; ocra rossa recuperata dagli stessi rottami di legno della finestra. Levigatura a mano con carta smeriglio ed acqua; finitura lucida a cera d’api vergine. Chiusura e bloccaggio dell’hardware nella chiavetta di legno realizzato con ceralacca artigianale rossa. Formica marchiata a fuoco.

 

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E qua cosa ci metto?