F1, chiavetta da 16GB in legno antico

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Avevo tra le mani questa chiavetta da 16GB, che ho tolto da dentro l’eeepc: l’avevo montata come drive interno, quindi avevo dovuto smontarla e collegarla alla circuiteria interna. Quindi era senza il suo case in plastica. Quale migliore occasione per fare una bella chiavetta in legno?

Ma come al solito non potevo accontentarmi di un legno qualsiasi, mi serviva qualcosa di particolare, che desse un senso, un’anima a cio’ che volevo fare.

Cosi’ mi sono fatto un giro alla ricerca di un pezzo di legno che raccontasse qualche storia… mi sono cosi’ trovato davanti alla stazione ferroviaria di Palazzolo Acreide, oggi in completo abbandono.

 

 

Questa stazione e’ stata inaugurata  il 19 Luglio 1915, dopo oltre trent’anni di accese discussioni (il primo progetto di massima redatto da Luigi Mauceri e’ del 1884). Venne interamente attivata al servizio pubblico il 26-7-1923 e raggiunse il massimo della sua valorizzazione nel 1933, quando il Re Vittorio Emanuele III si reco’, facendo uso del trenino, alla Necropoli di Pantalica.

Durante l’ultima guerra la piccola ferrovia venne requisita dalle truppe alleate per il trasporto di uomini e materiali verso la roccaforte di Palazzolo che venne conquistata, con gravissime perdite, tra l’1 ed il 5 agosto 1943.

Dopo oltre quaranta anni di attivita’ venne dismessa alle ore 9,30 del 30-6-1956.

Questa stazione e’ stata teatro di un evento particolare durante la guerra. Subito dopo l’invasione inglese (che a Palazzolo Acreide fu particolarmente pesante, con quasi 1200 morti a causa di un pesante bombardamento, in quanto la cittadina era ritenuta strategicamente molto importante), gli invasori, che fino ad allora erano visti come ostili e nemici,  scoprirono che presso la stazione di Palazzolo Acreide erano fermi una serie di treni merci carichi di generi alimentari e di conforto, sottratti alla popolazione locale, e che stavano per essere trasferiti dai fascisti e dai nazisti verso le truppe nella Piana di Catania.

 

 

Gli inglesi aprirono i carri bestiame ed iniziarono a distribuire TUTTO il cibo alla popolazione civile, che vigeva in condizioni abbastanza disperate. Questo segno’ un cambiamento nell’opinione pubblica in tutta la Sicilia del ’43, che comincio’ a vedere Inglesi ed Americani come liberatori anziche’ conquistatori… La foto e’ relativa a questo evento; e’ tratta da “Luglio 1943 e dintorni – Cronaca fotografica Palazzolese“, di Vincenzo La Rocca, Edizioni ANAPOS, Dicembre 1993. Nelle note di copertina viene ringraziato l’Imperial War Museum Britannico, da cui vengono alcune delle foto; altre sono opera dello stesso autore.

Ecco la parte posteriore della stazione:

 

L’interno della stazione e’ completamente devastato, non e’ rimasto piu’ nulla. Che peccato…

Girando nei dintorni, ho trovato una vecchia finestra semidistrutta, come quella che vedete nella foto. Legno asciutto, pesante, dipinto di rosso; forse ho trovato il legno adatto per realizzare la mia chiavetta?

 

 

I pezzi di legno recuperati hanno ancora tracce rosse della verniciatura originale… il legno non e’ tarlato, e’ solido, ed in buone condizioni nonostante decenni di intemperie, sole, gelo, caldo… raccolgo alcune di queste tavolette e le porto a casa. Cosi’ inizio il lavoro, ne prendo una, lo spessore e’ un po’ risicato ma provo lo stesso a tagliarne un pezzo…

 

 

Come vedete, ci sono tracce del colore originale della finestra, un rosso molto “terroso” che si fa in polvere passandoci una mano sopra; si tratta certamente del colore antico con cui erano dipinte queste imposte! Faro’ in modo di preservarlo il piu’ possibile.

 

 

Per quanto mi riguarda e’ gia’ bellissima cosi’, grezza e naturale! Ma in questo modo, la vernice originale, rossa, se ne va pian piano, polverizzata, resta sulle dita… il mio intento e’ di preservarne almeno un po’, su un lato. Cosi’ inizio il solito lavoro di carteggiature, rifiniture, smussatura degli angoli, per poi preparare una vernice protettiva a base di Trementina di Pino e resina naturale, per passare a 12 mani di verniciatura e smerigliatura ad acqua, al fine di ottenere una finitura lucida.

Insomma, per farla breve (3 settimane!) il risultato finale e’ questo.

 

 

Che dire, un bel lavoro, nevvero? 🙂

Sull’altro lato ho deciso di disegnare quello che sara’, da ora in poi, il logo ufficiale delle mie realizzazioni; e’ una formica stilizzata, nello stile con cui io stesso le disegnavo quando andavo all’asilo ed alle scuole elementari (facendone il personaggio di una serie di deliranti fumetti disegnati da me, in cui questa formica, di nome semplicemente “formica”, insieme ad un’altra formica sua amica, di nome “Savoldi” come il giocatore del Napoli, giravano il mondo alla ricerca del vino perfetto con cui dissetarsi, dilettandosi in assaggi seguiti da parolacce varie; prima o poi pubblichero’ qualcuna di queste strisce/fumetti, fatte quando avevo all’incirca 5 o 6 anni. Nota: la formica “Savoldi” portava sempre un berretto dal quale cadevano in continuazione ciocche di capelli in putrefazione.)

 

La piccola “Z” nell’angolo in basso a destra e’ il vecchio logo che mettevo sulle mie realizzazioni; trattandosi di un opera di “transizione” ho messo entrambi i loghi, dalla prossima in poi restera’ solo la formica.

Che cosa aggiungere di altro? Boh. Io intanto questa chiavetta la metto all’asta, su Ebay, e vediamo chi sara’ il fortunato ad aggiudicarsela… 16GB unici al mondo! 🙂

http://cgi.ebay.it/ws/eBayISAPI.dll?ViewItem&item=230612033764

BUONA ASTA!

 

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E qua cosa ci metto?