Restauro di un Philco Richmond del 1966

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Tutto inizio’ quando mi recai all’isola ecologica per gettar via plastica, metalli ed alcuni ciarpami RAEE senza alcun utilizzo. Scendo con l’auto verso la zona RAEE (qui da me e’ un MUCCHIO di roba senza senso), e mi appresto a buttare qualche sacchetto di spazzatura elettronica.

E trovo lui, scaraventato sul mucchio.

Un Philco B/N, sicuramente a valvole. ENORME. Il coperchio posteriore e’ li’ accanto, il tv e’ poggiato SULLLA PARTE POSTERIORE, vedo sporgere il collo del cinescopio, miracolosamente sano.

Getto le mie cose. Mi guardo intorno. Chiedo all’addetto: si, l’hanno portato ieri, era di una anziana che lo ha usato sicuramente fino all’anno scorso, attaccato a un ricevitore digitale terrestre. INCREDIBILE.

Aspetto che l’addetto se ne vada, anche se so che non fanno storie se si recuperano cose, qui non sono molto fiscali, FORTUNATAMENTE.
Sono solo. VIA!
Mi avvento sul tv e provo ad alzarlo.
PESANTISSIMO.
Mi carico di energia, divento BERSERK ed ansimando come un animale lo alzo, lo appoggio sul bordo e lo metto in macchina.

Lo copro con un telo nero che ho sempre con me. Raccolgo anche il coperchio posteriore ed i suoi pezzi (si, e’ rotto) ed il gioco e’ fatto. Nessuno ha visto. Un miracolo che non l’abbiano fatto a pezzi per fottersi il rame degli avvolgimenti!

Me lo porto a casa. Arrivo, parcheggio, ora devo portarlo giu’ in laboratorio. 15 scalini da fare. UNA FATICA PAZZESCA. Mi casca quasi dalle mani ma ci riesco. Lo metto dentro e per oggi e’ ok.

L’indomani scendo, faccio spazio sul tavolo del lab, lo alzo con fatica immensa e ce lo appoggio, sfinito in soli 15 metri e 3 scalini.

Nicola Giampietro, che non finiro’ mai di ringraziare, si rende disponibile a sorbirsi le mie costanti rotture di palle, e cosi’ mi decido a metterci le mani. Come prima cosa mi procura lo schema elettrico, che stampo ingrandito in svariati fogli A4…

Prima analisi: e’ sano, e’ pieno di polvere, sembra tutto intero e tutto sommato sembra messo bene. Mi documento un po’ e cerco di togliere un minimo di polvere almeno per poter guardare la componentistica che ne e’ letteralmente ricoperta. Per un paio di giorni studio e cerco in rete per capire cosa mi attende.

Nicola mi chiede, che tubo monta? Io parlo di Philco, lui mi dice “Solleva l’etichetta, c’e’ la sorpresa”. Ed in effetti sotto l’etichetta Philco 6.3V c’e’ una bella sigla Philips AW-59-91 serial 780491, un 23″.

Una rapida occhiata: polvere e pochi calcinacci all’interno, trafo di riga con sgocciolamenti di cera… mah!

La faccenda del suo utilizzo fino a un anno fa mi fa prendere coraggio, metto una bella lampada in serie ed accendo.

Le valvole si illuminano, il tv si accende. L’immagine c’e’, la neve, il fruscio del canale morto, la sintonia funziona, i controlli pure, il volume anche. L’immagine e’ stranamente nera al centro (capiro’ dopo perche’: Nicola parla di insufficiente EHT… ). Lo uso in tutto 1 o 2 minuti e spengo. Trasformatore EHT tiepido.

L’odore della polvere scaldata dalle valvole mi riporta alla mia infanzia, all’odore caratteristico del laboratorio di mio fratello GIorgio, dove appunto riparava questi tv a valvole. Ne ricordo a decine! 🙂

Sto studiando da un po’ i circuiti a valvole (radio e non solo) e vorrei usare questo tv come “test case”, una specie di laboratorio scolastico per imparare un po’ di cose. A braccio so giusto le basi: recap, controllo valori resistenze, tensioni, lampada in serie, alta tensione, cose cosi’.

Per 15 gg ho altri impegni cosi’ lo tengo spento nel mio lab. Al mio rientro lo riaccendo: nessuna immagine, o meglio, l’immagine spunta solo se regolo contrasto e luminosita’ solo in una certa posizione, dopodiche’ sparisce. Ecco, qualcosa e’ sicuramente successo.

Prima fase: recap a tappeto. Perche’ non voglio perdere tempo a testare ogni singolo condensatore, dato che sono del 1956 (dai datecode)  e si da’ il caso che non siano proprio affidabili.

Cerco tra i miei componenti di recupero i condensatori adatti, ne trovo alcuni perfetti, ma altri mancano.
Cosi’ faccio un bell’elenco  dei condensatori, faccio un ordine online ed aspetto qualche giorno che arrivino tutti i pezzi. Condensatori filtro sull’alimentazione, ed alcuni sulla scheda.

All’arrivo dei pezzi mi metto all’opera. Estraggo il telaio e comincio la paziente sostituzione di ogni condensatore “critico” o elettrolitico, cosa che documento con abbondanti foto passo passo, dato il terrore di sbagliare qualche connessione.

Finito il recap (dopo qualche giorno) riprovo l’accensione.
Non si accende. ZERO. NADA. MORTO.

Indago gli schemi, scopro che c’e’ un fusibile. Per un giorno intero non riesco a trovarlo.
Poi non ricordo se per caso o dietro indicazione di Nicola, scopro una specie di ponticello fatto con un cavetto isolato con una specie di tela. Beh, ho scoperto il fusibile!

Calcolo delle correnti assorbite dai vari filamenti scaricando tutti i datasheet delle varie valvole, piu’ un pochetto per star sicuri, collego in parallelo un portafusibili e metto un bel fusibile del valore corretto (ora non ricordo se da 10 o da 15 Ampere).

Riaccendo.

Tensione filamento 6.5V, direi che mi piace cosi’, sta andando a 230V anziche’ i vecchi 220V… non so se aggiungere una resistenza in serie: per il momento decido di no.

Niente immagine. O meglio, a tratti si vede, alzando pian piano la luminosita’ c’e’ un punto dove si comincia a vedere l’immagine, ma se si va oltre, sparisce nuovamente.
Sul retro, spostando il potenziometro della larghezza dell’immagine (WIDTH), e’spuntato il film mandato in play sul videoregistratore, con l’audio, ma a luminosita’ molto bassa, ed ho delle righe strane sull’immagine stessa. Se provo a regolare la luminosita’ dai controlli anteriori, sparisce.

Dopo un poco l’immagine comincia a “scattare”, si sentono rumori di scariche e pare che sia il trafo di riga a sfrigolare. Fermo tutto, qua va sistemato il trafo di riga!

L’indomani, con pazienza e 283 fotografie e schemi per segnare le posizioni di ogni cavo, smonto il trasformatore di riga, dopodiche’ faccio il giro di farmacie e ferramenta per cercare la paraffina in blocchetti: ne trovo 4, miracolosamente, presso un vecchio ferramenta!

Con sano terrore e molta cautela smonto il trasformatore di riga.

Dissaldo quel che c’e’ da dissaldare segnando ogni posizione, svito le viti che tengono insieme le 2 ferriti. In mezzo trovo una specie di dischetto di carta. Nella mia inesperienza (Ah, idiota!) dico, ma che cazzo e’ sta carta? E noncurante la metto di lato, per poi perderla irrimediabilmente. (Poco male, risolvero’ successivamente questa colossale cazzata)

Mi dedico all’avvolgimento, tagliando la “guaina” esterna che sembra pur’essa di paraffina, ma molto indurita. Il trasformatore e’ ora libero e pronto per la bollitura nella paraffina, in modo da eliminare tracce di umidita’ e ri-sigillarlo a dovere.

Nota sulla paraffina per i trasformatori di riga: non e’ semplice paraffina. Da quel che ho letto e’ una miscela di paraffina e ZOLFO chiamata “Dielettrina”. La Treccani la definisce come “Isolante elettrico ottenuto sciogliendo a caldo un miscuglio di zolfo e paraffina, largamente usato, per le sue ottime proprietà isolanti, la bassa igroscopicità e la facilità di lavorazione, spec. in esperienze di elettrostatica”. Essa e’ quindi piu’ dura e resistente alle temperature rispetto alla semplice paraffina.

Non avendo un ricettario chimico, che faccio? Ho dello zolfo puro in laboratorio. Un cucchiaio in un mortaio, lo trito finemente, e decido di mischiarlo alla paraffina che fondero’, secondo il metodo “a cazzo” 🙂

Salgo in cucina, prendo un vecchio pentolino e fondo la paraffina a cui aggiungo successivamente lo zolfo. Non avendo un termometro, faccio “ad occhio”, bagnando un bastoncino del ristorante cinese, quando inizia a sfrigolare abbasso la fiamma e sposto regolarmente il pentolino dalla fiamma ad intervalli regolari.  Hmmm che buon aroma!

 

Calo l’avvolgimento nella paraffina, cambio fornello, uso il piu’ piccolo, messo al minimo, e lascio il trafo a bollire finche’ non fa piu’ bollicine d’aria. Soddisfatto, lo estraggo e faccio asciugare. E’ perfetto! Successivamente, per immersioni ripetute, lo ricopro con un bello strato di paraffina in modo da creare una bella ciambella isolante.

E’ pronto per il rimontaggio!

Qui Nicola mi fa notare: Serve uno spessore di carta tra le 2 ferriti perche’ l’efficienza del trasformatore dipende tutta da quello spessore! Ed io mi do del cretino, ad alta voce (anzi peggio!). Prendo 2 pezzi di carta che PENSO essere del giusto spessore, li ritaglio, li metto in mezzo, e richiudo il trasformatore.

Rimontare tutto richiede pazienza: sostituisco diversi cavi “cotti” ed ormai secchi, con l’isolante che si spezza solo a guardarlo. Anche il cavo che va dalla bobina alta tensione al cappelletto della valvola raddrizzatrice e’ cotto, e cambio pure lui.

Rimonto tutto, e chiedo 283 volte a Nicola se posso azzardarmi ad accendere, dato che ho il terrore di aver sbagliato qualche collegamento. Alla fine accendo.

L’immagine compare, ma sembra non sia cambiato nulla, a parte righe raster strane sull’immagine che e’ deformata, luminosita’ scarsa che sparisce se la alzo, e sul retro uno strano rumore frizzante, non di scariche dirette. Dopo un paio di minuti il cinescopio si e’ letteralmente messo a CINGUETTARE.

Trasformatore di riga un po’ tiepido, forse troppo. Ma a tv acceso vedo chiaramente un bellissimo effetto corona dal cappello della valvola (uscita del trasformatore alta tensione) verso la parete metallica retrostante! Il cappelletto risultera’ poi fessurato. La domanda (col senno di poi) e’: ma perche’ l’alta tensione decide di andare li’ anziche’ passare per la valvola?

Smonto parzialmente il trasformatore di riga, cambio il cavetto del cappelletto perche’ annerito dalle sfiammate di alta tensione, saldo per bene, isolo con un po’ di colla a caldo applicata per bene.

Prima di rimontare tutto parte la verifica della valvola raddrizzatrice. All’inizio mi sento un cretino perche’ non trovo il filamento da misurare. Poi capisco: non lo trovo perche’ e’ BRUCIATO, la valvola raddrizzatrice e’ morta!

Fortunatamente tra le valvole (sempre di recupero) ne ho un’altra (trovata anni fa nella carcassa di un TV dentro una casa abbandonata!!!), sostituisco prontamente, ricollego, ricontrollo gli isolamenti e per la seconda volta rimonto tutto.

Accendo: Scariche dalla ventosa. Spengo, via la ventosa, pulire la zona della ventosa con alcool, pulita la ventosa, rimonto tutto.

Accendo: Rumore di scariche, odore di ozono, ma non capisco da dove vengono, non si vede niente. Controllo per un po’, poi ad un certo punto mi sono ricordato che avevo precedentemente sparato “WIDTH” al massimo. Lo giro indietro ed il rumore di scariche sparisce all’istante. Vado davanti al tv, alzo la luminosita’ e…  si regola perfettamente! Si vede benissimo!!! FANTASTICO!

Riporto un sunto dell’analisi dell’accaduto fatta da Nicola, sperando di non dire cappellate: la raddrizzatrice era morta. Sparando WIDTH al massimo, ho alzato l’alta tensione a livelli tali da far passare un po’ di alta tensione attraverso la raddrizzatrice guasta, facendo  arrivare un po’ di alta tensione al cinescopio. Ma cio’ ha bucato il cappelletto della valvola, scaricando quindi parte dell’alta tensione verso la carcassa metallica…

Ora lascio acceso il tv una mezz’oretta con un film. Faccio altre cose. Ritorno a controllare il trafo di riga.

E’ troppo caldo. La paraffina e’ diventata molle ed ha cominciato a sciogliersi!!! 🙁

Nicola sentenzia: spessore di carta troppo alto / sbagliato!

Cosa c’e’ da fare? Dissandare di nuovo tutto, rismontare completamente il trasformatore di riga, misurando le induttanze, in modo da mettere uno spessore GIUSTO, piu’ sottile probabilmente, e poi rimontare.

Bestemmio un po’, ma mi metto all’opera l’indomani stesso.

Spiegazione veloce di Nicola: “misuri l’induttanza del gioco e quella dell’avvolgimento del trafo che alimenta il giogo. Il trafo ti deve dare 10x induttanza del giogo, e’ la regola normale dei trafi che alimentano carichi”.

 

Ricordo che smontando le ferriti mi sono rimaste in mano un paio di schegge di ferrite, dove passa il ferretto di cavallo che le tiene unite. Cioe’: la ferrite non e’ rotta ma solo scheggiata. Nicola sostiene che questo vada compensato con uno spessore minore tra le due parti di ferrite.

Procuro del Kapton Tape e mi metto all’opera.

 

Misuro lo spessore del foglietto di carta che ho usato tra le ferriti, alla larga con un calibro, non disponendo di micrometro: 0.4mm.
Misuro il Kapton Tape: 0.2mm. Ok, una differenza che a me al momento sembra trascurabile ma come successivamente capiro’…

Per misurare le induttanze degli avvolgimenti mi serve lo schema; pensavo di avere quello giusto, datomi all’inizio da Nicola ma non so perche’ ne stavo usando un’altro che mancava di alcuni punti di riferimento per identificare la piedinatura. Con lo schema giusto misuro le induttanze sul flyback e sul giogo (le bobine sul cinescopio, ndr) e le riporto sullo schema. (FOTO)

Induttanza gioco, cavi che erano connessi ai pin 2 e 4 del flyback:  23.7 mH.
Induttanza sul flyback, pin 2 e 4, dove era connesso il giogo: 110 mH.

Dovrebbe essere 237 mH, non 110mH (1 a 10). Ed ecco il problema…

Smonto. Elimino la carta. Metto kapton tape. Rimonto. Misuro nuovamente.

272 mH anziche’ 110mH !!!! Ecco che capisco l’importanza di un minuscolo spessore di carta…

Rimontando tutto sistemo altre cosette, un isolamento di colla a caldo fatto male (c’era un gap, non era uniforme ne’ bello a vedersi), un po’ di paraffina all’uscita del cavetto alta tensione che si era aperta… nel frattempo pero’ Nicola mi chiede di controllare la resistenza all’interno dello zoccolo della raddrizzatrice. 4.7 Kohm. Ne misura 5.7. Quindi la sostituisco, fortunatamente ne trovo una nuova tra i componenti “new old stock” 🙂

Decido infine di cambiare cavo e ventosa alta tensione, perche’ la ventosa era troppo rigida ed il cavo, ormai secco, mi si e’ fessurato spostandolo.

Accendo, e che dire – funziona! Mezz’ora, 1 ora di test, ferrite ed avvolgimento leggermente tiepidi! Immagine ottima pur senza tarature. Direi che per il momento sono contento cosi’ 🙂

Per completare, smonto il PESANTISSIMO VETRO FRONTALE per pulirlo e pulire anche il cinescopio.

Il tv ora e’ funzionante. Sono affascinato dall’imagine, dal suono e dall’odore delle valvole.

Un enorme grazie a Nicola per avermi aiutato in questa mia prima, terrificante riparazione! 🙂

Ora devo solo decidere cosa farne… se usarlo giornalmente, portandolo faticosamente al piano di sopra… conservarlo… o chissa’ 🙂

Enlightenment desktop manager, Chrome & Magnet link opening

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You click a magnet link on Chrome under GNU/Linux, you think Transmission will open automatically. NO. IT DOESN’T.

I had to manually edit $HOME/.local/share/applications/mimeapps.list adding

[Default Applications]
x-scheme-handler/magnet=chromium.desktop

at the end of it.

Now Chrome (Chromium also) handle magnet links correctly.

asbestokamemedee680biq1

(Graphic art by Kame)

Flash art situazionista da albergo

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Mi trovo da qualche giorno a Capo Peloro, presso la fondazione Horcynus Orca, per realizzare una nostra installazione permamente; ma questa e’ un’altra storia. Quel che voglio dire in questo post e’ relativo al fatto che alloggiamo in un albergo 4 stelle (ma a prezzi stracciati a causa di una convenzione con la Fondazione).

Ora, non so se avete mai fatto caso ai quadri che trovate nella vostra stanza di albergo. Io ci ho trovato questo:

 

 

Una foto di CADAVERI e DEVASTAZIONE POST TERREMOTO. Praticamente devo DORMIRE COI MORTI. Che bello, vero? Ma siamo impazziti?

 

E cosi’ mi e’ venuta quest’idea: smontare il quadro, girarlo e montare un collage al suo interno, sostituendolo cosi’ al quadro originale.

Dopo aver girato inutilmente per cassonetti, ieri sera mi sono fatto dare una rivista qualsiasi alla reception (perche’ sa, non riesco a dormire se non leggo qualcosa) e cosi’ a mezzanotte io e Mancausoft, con cui condividevo la stanza, abbiamo selezionato diversi soggetti ed immagini ed abbiamo montato su cartone bagnando le parti con acqua.

 

 

Il risultato e’ questo. Personalmente spero di inaugurare un bel modo di fare arte situazionista: se non vi piace il quadro della vostra stanza d’albergo… giratelo al contrario e fate qualcosa di originale!

Chissa’ che non sia gia’ stato fatto da altri artisti?

 

 

Segnalazione ;)

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Dopo tanto tempo senza aggiornare il mio blog, segnalo a tutti questo mio vecchio sito con schemi, foto e quant’altro relativo a varie attivita’ radio, di riparazione, elettronica ed altro ancora…

http://zaverio.com/~asbesto/lab/

 

😉

Guasti impensabili

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L’alimentatore, l’ennesimo alimentatore, del mio netbook, si e’ “bruciato” alcuni mesi fa. Ho preso al suo posto un alimentatore cinese, scomodo ma funzionante.

Oggi mi son deciso ad aprire il vecchio alimentatore per capire il motivo del guasto. Faccio qualche misura… morto. Niente tensioni sul secondario. Ok. Niente tensioni sul primario. Mah. Fusibile a posto. Ma come? Ponte diodi a posto. Tensione sul condensatore di livellamento: ZERO. Ma arriva tensione a sto coso? Misura sullo zoccolo della 220V: NIENTE!

Esasperato, misuro l’ovvio ed impossibile: il cavo di alimetazione. Che risulta INTERROTTO.

Di tutti i guasti trovati nella mia vita, questo e’ il piu’ PAZZESCO.

 

Ed ecco come giustamente ho dovuto ridurre il MALEDETTO CAVO, al fine di placare il tremolio costante all’emisfero sinistro del CERVELLETTO, che mi impediva di vedere chiaramente quale fosse il senso della vita.

 

Todo sirve, todo se recupera!

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Da un po’ di mesi ho il mio glorioso eeepc 701 guasto: si e’ rotto il cavetto flat che collega il touchpad alla motherboard.

 

Ovviamente su Ebay non c’e’ traccia di questo minuscolo flat cable… cosi’ ho preso un mouse usb esterno e fine dei problemi.

 

L’altro giorno stavo smontando vecchi lettori CDROM e DVD per cannibalizzare componenti (microinterruttori, viti, cinghiette, motorini, condensatori, led…) e cosa trovo? una piattina di collegamento tra la scheda del lettore ed una parte dell’elettronica, dai collegamenti veramente sottili.

 

La confronto al volo con la piattina dell’eeepc 701 rotta… la misura e’ identica!

 

Tagliarla a misura ed infilarla al suo posto e’ stato un gioco da ragazzi. Risultato, eeepc 701 riparato a costo zero!

La lezione di oggi e’ che CUBA VINCE: Todo sirve, todo se recupera!

😉

 

YAESU FRG-7, modifiche e manutenzione

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Ieri ho finalmente sistemato il mio ricevitore preferito per le onde corte, lo YAESU FRG-7.

E’ un ricevitore splendido: le recensioni (http://www.eham.net/reviews/detail/979) ne parlano benissimo! Lo si puo’ trovare, con un po’ di fortuna, a poco su Ebay. Riceve le ONDE CORTE (cioe’ da 0 a 30 MHz), in AM e bande laterali (usb, lsb). La caratteristica che piu’ mi piace di questo ricevitore, oltre ad essere analogico, e’ che… “suona” benissimo: l’altoparlante e’ grosso e lo strumento fa da cassa acustica, in pratica le stazioni radio si ascoltano splendidamente, in particolare le Broadcast!

Una caratteristica che lo rende meraviglioso ai miei occhi e’ che… funziona anche a batterie: sul retro ha un porta batterie per 8 pile tipo torcia da 1.5V, con le quali ha una autonomia di lavoro di svariati giorni; diventa un apparecchio portatile per il radioascolto professionale! 🙂

RINNOVIAMOLO!

E’ un ricevitore degli anni ’70; quindi necessita innanzitutto di una rinfrescata circuitale, vale a dire la sostituzione a tappeto di tutti i condensatori elettrolitici ormai asciugati o invecchiati… sono in tutto quindici:

  1. 1uF 16V – Qty 1
  2. 2.2uF 16V – Qty 2
  3. 10uF 16V – Qty 2
  4. 33uF 16V – Qty 2
  5. 47uF 16V – Qty 1
  6. 100uF 16V – Qty 4
  7. 1000uF 16V – Qty 3

Se non avete nelle vicinanze un negozio di componenti elettronici (e’ sempre piu’ difficile trovarne! 🙁 ), su Ebay potete trovare un comodo kit di sostituzione condensatori per l’FRG-7, basta cercare “yaesu frg-7” e spunta subito tra i risultati (dal Canada, ma vabe’). Io ho preso i miei presso il mio negoziante di fiducia(*).

Dopo questa rinfrescata, sono passato alle MODIFICHE. Ne ho trovato diverse, su vari siti; alcune poco o mal documentate. Io mi sono limitato a fare solo queste che elenco di seguito, con qualche personale considerazione e aggiustamento…

1) MODIFICA DELLA SINTONIA FINE (http://www.monitor.co.uk/radio-mods/frg-7/frg-7-fine-tuning-control-mod.htm)

La sintonia FINE dello YAESU FRG-7 in realta’ non e’ poi tanto fine: risulta complicato sintonizzare perfettamente le stazioni a banda piu’ “stretta” o centrarle perfettamente per i modi digitali… la modifica e’ molto semplice, e consiste nell’inserire un condensatore in serie al circuito della sintonia fine. Piu’ il valore e’ basso, piu’ e’ fine la sintonia risultante.

Questo e’ il semplice schema della modifica:

ed e’ di facile realizzazione, basta aggiungere il condensatore, come mostrato in questa foto:

Inizialmente avevo scelto un valore di 10pF, ma in alcuni casi la sintonia fine era sempre difficoltosa. Sono sceso a 3pF… recuperando il condensatore dal mio negozio di elettronica di fiducia! (*)

Ora la sintonia fine e’ davvero fine e mi permette di smanazzare piu’ agevolmente, sintonizzando alla perfezione segnali come lo STANAG 4285 di cui parlavo un post fa 😉

Per maggiori dettagli vi rimando alla url relativa alla modifica.

 

2)  MODIFICA dell’AGC (Automatic Gain Control) (http://radioden.blogspot.com/2011/04/frg-7-ix.html)

Questa e’ una modifica davvero interessante! Riguarda la reazione un po’ lenta dell’AGC durante la sintonizzazione dei canali. Con questa modifica il ricevitore reagisce piu’ prontamente alla sintonia… ma piu’ di mille parole valgono i video esplicativi, prima e dopo la modifica:

Prima della modifica: ricevitore originale

Dopo la modifica: ricevitore modificato!

La risposta, con la modifica, e’ piu’ pronta. Mi piace, faccio la modifica! Mi immagino chissa’ cosa di complicato, in realta’ e’ sufficiente… cambiare un condensatore elettrolitico! Basta sostituire C426, da 47uF/16V, con un valore inferiore. Io ho scelto 4.7uF/16V, trovato presso il mio negozio di componenti elettronici di fiducia(*).

Sul sito sopracitato ci sono maggiori dettagli… in inglese ed in giapponese 😉

3) MODIFICA LED DI SINTONIA “LOCK” BICOLORE (http://www.monitor.co.uk/radio-mods/frg-7/frg-7-fine-tuning-control-mod.htm)

Questa modifica e’ piu’ laboriosa e riguarda il LED “LOCK”, che indica il corretto allineamento della manopola dei MHz sulla banda desiderata, al fine di ottenere una sintonia perfetta e la miglior ricezione dei segnali su quella banda. Il LED rosso, purtroppo, funziona “al contrario”: quando e’ acceso (rosso) siamo fuori sintonia, e quando e’ spento siamo perfettamente centrati. Questo comportamento spesso crea problemi specie ai neofiti, che presumono di dover accendere il LED anziche’ far si che sia spento.

La modifica permette di sostituire il LED rosso con uno bicolore, rosso e verde, molto piu’ intuitivo: rosso = fuori sintonia, verde = sintonia perfetta! 🙂

Questo richiede la costruzione di un circuito composto da un paio di transistor e qualche altro componente. Lo schema originale e’ questo:

Il mio negozio di componenti di fiducia (*) era purtroppo sprovvisto di transistor BC184L; ho cercato sui miei manualetti ECA di conversione, scoprendo che bene o male si tratta di normalissimi NPN per uso generico. Il negozio(*) disponeva invece di BC238B, le cui caratteristiche praticamente sono identiche, cosi’ ho usato questi. Presso lo stesso negoziante(*) ho anche acquistato il resto dei componenti, di cui eccovi la lista:

  1. 2 transistor BC238B
  2. 2 condensatori da 100nF / 100.000pF ceramici (quelli che chiamo 104Z, dalla loro sigla)
  3. 2 resistenze da 100 KOhm 1/4W 5%
  4. 1 resistenza da 470 Ohm 1/4W 5%
  5. un diodo LED bicolore rotondo rosso/nero
  6. un po di cavetteria per i collegamenti

Ho montato il tutto su una basetta millefori, l’ho collegata et voila’, ora il ricevitore mi segnala col LED in rosso se sono fuori sintonia, in verde se sono centrato! 🙂

Per montare il LED bicolore al posto di quello normale, ho dovuto fare un ulteriore foro per uno dei pin sulla basettina del LED… come vedete qui:

Un problema e’: dove trovare il +10V sulla scheda del ricevitore? Ho trovato, circa 3 cm di fronte alla connessione originale dei fili del LED rosso sulla scheda, una piazzola che mi da i +10V, cercandola con un tester tra la massa e le varie piazzole. La foto qui sotto mostra i cavi verso il LED originale (dove invece va collegato il nostro circuito) e la piazzola che ho usato per il +10V (purtroppo ho la fotocamera guasta, nessuna di queste foto e’ mia)

 

Mi raccomando, fate tutto con molta calma e cura: sarebbe un peccato rovinare il ricevitore per un errore grossolano!

Ora ho un apparato radio rinfrescato, con una bella feature in piu’, che potra’ funzionare altri 40 anni senza problemi! 🙂

 

(*) Due parole sul mio negozio di elettronica di fiducia: non ce n’e’ uno solo nel raggio di 70 km che sia degno di questo nome. Cosi’, l’unica cosa che posso fare, qui, nel mio laboratorio, e’ attrezzarmi con un bel cesto di schede elettroniche recuperate da vecchi televisori, radio, apparecchi vari. 

Quando mi serve qualche componente elettronico, vado alla ricerca tra le varie schede, li dissaldo, li raddrizzo, li misuro per bene… le vecchie schede sono spesso una fonte inesauribile di componenti, ogni volta che trovo in giro un vecchio televisore abbandonato per strada, mi fermo a “sventrarne” le schede per portarle a casa 🙂

Aggiungo anche che molti componenti recuperati hanno un costo non indifferente nei negozi di elettronica! 

Come recita un famoso proverbio scritto sui muri di Cuba (scritta che ho letto su una foto che non sono piu’ riuscito a trovare): TODO SIRVE Y TODO SE RECUPERA! 

 

STANAG 4285, pensavo a un disturbo, e invece…

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Ho sempre pensato che questo suono, questo rumore che sentivo ogni tanto, spazzolando le HF alla ricerca di segnali radio, fosse un disturbo; un rumore generato, che so, da trasformatori di alta tensione, da linee elettriche, o cose del genere… e invece no!

Leggendo in giro, cercando le frequenze su Google ed incrociando un po’ di dati, ho scoperto l’esistenza dello STANAG, un protocollo di radiocomunicazione NATO usato dai militari, e che esiste in differenti formati; solitamente tutto il traffico STANAG e’ crittografato. Lo STANAG 4285 e’ lo standard NATO per le comunicazioni in HF, e consiste di alcuni sotto-modi (75-2400 bps) con due opzioni di interleave (short and long).

Per decodificarlo ho trovato un softare che si chiama SIGMIRA e gira sotto GNU/Linux. Ottimo!

Lo si scarica da http://www.saharlow.com/technology/sigmira/index.htm.  Si installa facilmente in qualsiasi directory, poi bisogna scaricare anche il file “features.dat” che va sbattuto nella directory “bin” dove stanno i binari del programma. A questo punto il software e’ pronto all’uso 🙂

Il ricevitore dev’essere settato in USB e deve dare una risposta in frequenza piatta da 600Hz a 3 KHz: ecco perche’ all’inizio non ho cavato un ragno dal buco, col mio ICOM IC-720A: la sua banda di ricezione e’ piu’ stretta!

Poi sono passato al mio fido ricevitore vintage, lo YAESU FRG-7… ed ecco che mi si e’ aperta la BANDA, e con essa ho cominciato a decodificare questo strano segnale, di cui ecco a voi l’immagine del Waterfall tratta da SIGMIRA:

 

Ho seguito le dritte di questo video: http://www.youtube.com/watch?v=LyYwZb-wf3s , settando di conseguenza SIGMIRA per 1800 Hz di centro banda, 600 baud, long interleave, ITA2, 8N1, e mettendo larghezza di spettro e demodulazione a 5 KHz. Ovviamente, S4285 come protocollo! Ed ho cominciato a cercare di sintonizzare qualcuno di questi maledetti segnali…

La sintonia e’ veramente difficile, tocca avere la mano fina e la manopola del ricevitore molto leggera (sul mio FRG-7 ho fatto la modifica per la sintonia fine descritta su http://www.monitor.co.uk/radio-mods/frg-7/frg-7-fine-tuning-control-mod.htm, che aiuta tantissimo!!!).

Innanzitutto si deve cercare di centrare il waterfall in modo da avere il centro banda “al centro” del waterfall 🙂 e far si che l’indicatore SYNC resti illuminato per bene. Dopo un po, se si e’ ben centrati (SIGMIRA impiega una ventina di secondi a sincronizzarsi) dovreste vedere l’indicatore FEC Quality alzarsi. Solo a questo punto si e’ certi di essere sintonizzati bene, e la decodifica del testo sara’ corretta. Ovviamente, cio’ che riceverete potrebbe essere incomprensibile se si trattasse di una stazione crittografata!

Nel caso qui esposto, sugli 8149.5 MHz USB c’e’ una stazione chiamata IDR, che pare sia della Marina Militare Italiana; ecco cosa viene trasmesso:

E cosi’ ci sono riuscito, finalmente! Avevo il sospetto che questo maledetto rumore fosse in realta’ qualcosa di “digitale”… 🙂

 

Per una carrellata su questo e tanti altri modi digitali nelle Onde Corte, vi consiglio di dare un’occhiata alla pagina http://hfradio.org.uk/html/digital_modes.html che ha anche dei sample audio di grande aiuto per capire cosa state ascoltando! 🙂

(Se non avete capito NIENTE di quanto ho scritto, non temete: provate a leggere http://homepage.ntlworld.com/david.bridle/site/shortwave.html … ne avrete una tale infarinatura che, dopo, ne capirete ancora meno! 😉 )

 

METEO FAX sulle HF…

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Oggi, giorno del mio compleanno (grazie, grazie!) mi sono incuriosito del post su facebook del mio amico Domenico (tu sai chi sei, se leggi qui: grazie di avermi aperto questa finestra!) che mi sono sintonizzato sui 13.884.5 MHz LSB, ho installato hamfax per GNU/Linux, e dopo qualche smanettamento, mi sono comparsi a video schemi come questo qua sotto:

 

Ora devo solo regolare meglio la ricezione, la sintonia e qualche altro parametro 🙂

Questi sono un paio di link che parlano della radiotrasmissione di FAX sulle onde corte ma non solo, anche sulle VHF, in bianco e nero, a colori…

http://www.hffax.de/html/hf-fax.html
http://www.blackcatsystems.com/software/multimode/fax.html

 

Stagno, direttive RoHS e BESTEMMIE

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Ho forse ragione di bestemmiare? Direi proprio di SI.

Non lo sapevo prima con certezza ma ne ho sempre avuto il sospetto; ho cercato informazioni relative al fatto che lo stagno per saldare, la buona cara vecchia lega 60/40 di Stagno/Piombo con anima flussante non viene piu’ prodotta, evidentemente perche’ qualche rincoglionito si preoccupa della tossicita’ di un picogrammo di piombo che forse in decenni di saldature qualcuno di noi esperti o tecnici di elettronica potrebbe ingerire.

E a causa di questa incredibile PARANOIA (ok eliminare il piombo da vernici e quant’altro, ma da un rotolo di stagno da 100 grammi che dura si e no 15 anni su un tavolo di laboratorio? siete davvero dei CRETINI) ora ci ritroviamo questa MERDA dello stagno RoHS.

E vabe’; mi son detto: e’ l’evoluzione, le cose cambiano, bla bla bla. Ok, invece di saldare con la punta a 350 gradi ora tocchera’ saldare con la punta del saldatore a 2800 gradi e stronzate cosi’. Vabe’, adeguiamoci.

Poi mi passano tra le mani schede elettroniche saldate con questo nuovo merdosissimo stagno di MERDA RoHS di MERDA. E le saldature, molto semplicemente, saranno atossiche, seguiranno le merdose direttive europee, scritte per fare ingrassare il portafogli di chi s’e’ inventato sta CAZZATA, ma molto piu’ semplicemente, queste saldature FANNO CAGARE, si rompono, sono “fredde”, piene di falsi contatti etc. etc.

E per giunta, fanno i BAFFI. I BAFFI? SI. I BAFFI.

Le saldature coi BAFFI. Lo dice la NASA eh, mica io:

https://nepp.nasa.gov/whisker/index.html

Complimenti, belle saldature COI BAFFI che faremo adesso, grazie a sta STRONZATA chiamata RoHS.

solderingtinwhisker

 

E cosi’ ora seguite il mio consiglio: fotteteneve delle stronzate salutiste con cui mascherano un business da miliardi, e fate il piu’ possibile incetta, se ne trovate, del buon vecchio stagno 60/40 a BASE DI PIOMBO. W IL PIOMBO.

E buona lettura sul sito NASA, dove si studia ad esempio la durata dei circuiti saldati con sto stagno RoHS del cazzo, e non perdetevi la lista dei satelliti e sonde che hanno avuto guasti a causa sempre di sta stronzata del RoHS…

In particolare vi consiglio QUESTO STUDIO, che dimostra chiaramente quanto tutta sta storia della direttiva RoHS sia l’ennesima cazzata fatta per prendere la gente per il culo, dare una sensazione di falsa sicurezza, e fare molti piu’ soldi di prima, generando un indotto di problemi e adeguamenti strutturali che in realta’ fanno piu’ danno ambientale che pochi grammi di piombo.

https://nepp.nasa.gov/whisker/reference/tech_papers/2011-kostic-Pb-free.pdf

dal quale cito semplicemente, in relazione a noi tecnici elettronici:


Pb Entering the Environment – Recycling Impact
• Concern about recycling electronics in third world countries over open fires
– May create Pb vapor that would be inhaled causing Pb poisoning
• Pb boils at 1,740  C
• Typical open fire temperature is approximately 1,000  C
– Vapor pressure of Pb is negligible at that temperature
• Little/no possibility of Pb vapor inhalation
• Same reason why Sn/Pb soldering personnel do not have elevated blood Pb levels  
– Electronics industry consumes approximately 0.5% of world’s Pb
– No mechanism exists for transfer of Pb to blood through direct contact or proximity to Pb in electronics 
– No evidence of any elevated Pb levels in blood of soldering personnel
• Lead-acid batteries account for over 80% of Pb consumed IN THE ENTIRE WORLD – Batteries are exempt from all RoHS legislation

Scaricatevi il PDF perche' merita, c'e' tutta una serie di informazioni sui baffi di crescita sulle saldature, sul deterioramento dei materiali saldati con stagno privo di piombo, sulle fessurazioni di tali saldature nel tempo (il vostro MAC si fotte dopo un paio di anni? dovete fare il reflow delle saldature eh? ecco perche'), e tanti altri interessanti dati...

Come cancellare TUTTI i post dal proprio wall di Facebook, nuova versione…

Periodicamente, decido di fare pulizia del mio profilo di Facebook, rimuovendo tutti i post presenti nel mio wall: articoli, commenti, link e tutto quanto!

Per farlo, tempo fa avevo pubblicato uno script di IMacros che pero’ al momento non funziona piu’.

Un po di ricerche in rete, ed ho trovato questo script per GreaseMonkey:

 

http://userscripts.org/scripts/show/97794

 

Questo script funzionava, apparentemente, fino a qualche mese fa, ma ora non funziona neanche lui, nel senso che si blocca alla prima cancellazione. Crea un tasto che, premuto, permette di cancellare in un colpo solo un bel po’ di “recent activity” dal proprio wall, ma dopo averlo premuto, il tasto non fa piu un cazzo. Questo sotto Firefox; lo stesso script, sotto Google Chrome, non funziona per niente.

Ho pero’ notato che ricaricando la pagina (reload) il tasto ricompare ed e’ possibile cosi’ cancellare un altro po’ di post…

Cosi’, ho creato questo breve script per IMacros:


‘ Facebook Wall Cleaner v0.1preAlpha

‘ (C) 2011 Gabriele “asbesto” Zaverio – asbesto@freaknet.org

‘ This program is free software; you can redistribute it and/or
‘ modify it under the terms of the GNU General Public License as
‘ published by the Free Software Foundation; either version 2 of
‘ the License, or (at your option) any later version.

‘ This program is distributed in the hope that it will be
‘ useful, but WITHOUT ANY WARRANTY; without even the implied
‘ warranty of MERCHANTABILITY or FITNESS FOR A PARTICULAR PURPOSE.
‘ See the GNU General Public License for more details.

‘ You should have received a copy of the GNU General Public
‘ License along with this program; if not, write to the Free
‘ Software Foundation,Inc., 59 Temple Place, Suite 330, Boston, MA
‘ 02111-1307 USA

‘ http://www.gnu.org/licenses/gpl-2.0.txt

‘ Note: This is a PRE ALPHA version

‘ This script works with this GreaseMonkey Script:
‘ http://userscripts.org/scripts/show/97794
‘ and is tested working only under Firefox browser!

VERSION BUILD=7220523 RECORDER=FX
SET !ERRORIGNORE YES
TAB T=1
URL GOTO=https://www.facebook.com/asbesto
wait seconds=3
TAG POS=1 TYPE=SPAN ATTR=TXT:Remove<sp>ALL<sp>Activity
wait seconds=2

In questo modo, IMacros si occupa di fare il refresh della pagina e clickare sul tasto che rimuove le attivita’.

Ho postato questo script pure nell’area discussione dello script sul link postato piu’ sopra…

BUONA PULIZIA!

😉

 

Gommalacca

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La verniciatura tramite gommalacca disciolta in alcool puro al 99.9% e’ spettacolare, oltre che essere naturale al 100%!

La finitura e’ splendida. Si devono dare tante mani (una mano = una decina di passate di vernice!) poiche’ questa asciuga e solidifica istantaneamente appena l’alcool evapora… L’unica difficolta’ e’ reperire l’alcool puro al 99.9% che non sia quello “denaturato”, poiche’ il denaturante e’ chimico (e non mi va di usare chimica su cio’ che faccio)

La gommalacca e’ una resina naturale, “è una fragile e scagliosa secrezione dell’insetto della famiglia degli emitteri Kerria lacca, presente nelle foreste di AssamThailandia. Un tempo si riteneva comunemente che fosse ottenuta dalle ali di insetti indiani. In realtà, la gommalacca è ottenuta dalle secrezioni dell’emittero femmina, ed è raccolto dalla corteccia degli alberi su cui lo deposita per ottenere una salda presa sull’albero. Una volta purificata, la sostanza prende la forma di pallottoline di colore giallo/bruno.” (Source: Wikipedia Italia)

La Kerria Lacca, l’emittero in questione, e’ praticamente una specie di Cocciniglia, quell’animale tanto odiato dai coltivatori e dai giardinieri 🙂

Questi insetti lasciano sulle piante questa secrezione resinosa, che e’ appunto la gommalacca…

 

La gommalacca e’ commestibile, per questo motivo e’ utilizzata per ricoprire le pillole di medicinali che qualcuno di noi, quotidianamente, ingerisce 🙂

La finitura con gommalacca (mischiata a molti altri elementi) e’ quella storica di violini come Stradivari, Cremonesi, Guarneri del Gesu’…